Storia di un negativo [#1]

Questo è il racconto di un intero periodo della mia vita, il racconto di un rullino che ha compiuto molti km, fatto di cellulosa e ricordi.

AGFA 400 B/N - comprato in Polonia durante un viaggio
AGFA 400 B/N

Amo comprare rullini in vari posti quando mi capita, è un po’ come continuare una staffetta coi ricordi. Questo l’ ho comprato a Varsavia in un piccolo negozietto durante un viaggio alla fine del 2018, memorie di un’epoca fa considerando il periodo storico. Gli abbracci, le distanze, parole che oggi sentiamo come un mantra con l’invito di “non fare”, erano gesti scontati.

Le fotografie che scorrono sono state realizzate in vari posti Tra Campania e Calabria quasi tutte nel 2019 e mostrano quello che secondo la mia sensibilità era importante individuare, temi quali l’infanzia, la famiglia, la provincia, la saggezza degli anziani, la vita semplice. Il punctum però che mi stupisce di queste foto è che sembrano essere l’espressione di questo momento di incertezza storica, momenti isolati di solitudine. C’è tutto quello che mi manca. Un padre con un bambino che piange, una famiglia che si gode un tramonto, borghi senza presenza umana, i vecchi, la nostra memoria, bambini che giocano e si tuffano (a proposito quella che vedete è l’attimo prima del tuffo, esiste uno scatto del momento successivo che non pubblicherò mai online ma che stamperò soltanto) e poi c’è anche la mia ragazza, che è arrivata proprio nel periodo in cui ho iniziato a fotografare con questo rullino. Quante cose cambiano tra un rullino e l’altro 🙂

Farò un discorso un po’ Amarcord, ma fotografare in analogico è l’unico consiglio che darei a chi si appassiona oggi alla fotografia, per diversi motivi, il più importante è che ti permette di affezionarti a quello scatti, diventano tutti figli tuoi. Un’altra importante sensazione è la magia che si prova nel vedere quelle foto che magari hai sviluppato dopo settimane, mesi equivale per me a scartare un regalo di Natale, per chi ancora si vuole nutrire delle piccole cose è tutto. Infine, cosa più importante, ci insegna una lezione fondamentale: non sprecare ma soprattutto pensare.

Foto strettamente personali ogni riproduzione è vietata ©

Salvo estrema gentilezza e garbo, se vi dovesse piacere qualcuna potete chiedermi una stampa a tiratura limitata.

Perchè ho aperto il mio blog.

Il periodo storico che stiamo vivendo ci ha concesso una sosta obbligata, aggiunto io: finalmente (escludendo solo per un momento le innumerevoli vittime, purtroppo). Ho cercato di prendermi del tempo per me, per leggere, studiare, oziare. L’ozio l’ho sempre considerato rigenerante, dilata i tempi, si entra in uno spazio tempo diverso dove non si riesce a distinguere più lo scorrere del tempo ma solo delle sensazioni. Non saprei spiegarlo diversamente. Credo che qui nasca il processo madre di ogni creazione artistica, come direbbe Paolo Sonlentino (crozza docet.) La noia è fondamentale.

Ho deciso quindi di aprire il mio blog ed arriva anche in concomitanza con la fine del mio percorso di studi, (non vedo l’ora di parlarvi del mio lavoro). Tra un mese discuterò la mia tesi specialistica in Fotografia per la comunicazione su la riqualifica dell’Ex Base NATO di Bagnoli (NA), è la prima volta che lo comunico pubblicamente sui social ed era ora di farlo.

Questo è il mio spazio libero, qui scriverò liberamente, pubblicando le foto che magari non reputo da portfolio e che non credo possano servire a raccontare qualcosa di me su altri social (instagram, facebook, etc.) Ma soprattutto non sarò vincolato da alcuno tipo di scadenza programmata. Scriverò di quello che ho visto, dei libri che ho letto, dei film e perché no anche dei miei lavori in maniera diretta, cercando di non parlarne mai della sola tecnica ma delle idee dietro ad essa, se non è ‘personal branding’ questo.

Ho scelto un’altra strada nel mondo della velocità, che non mi rappresenta in pieno ma sono costretto a cavalcare per fare quello che amo, quella di ritagliarmi uno spazio mio, indipendentemente da chi mi leggerà.

Cosa fondamentale: amo il rispetto e la positività ma soprattutto la critica costruttiva. L’unica “regola” di questo spazio è non entrare in modalità “rissa digitale”, per quello ci saranno sempre le piazze.

Frank.

[L’attesa dei pescatori è la metafora dell’incontro con la vita: attesa e lentezza. Una delle cose che più amo è che molti di loro spesso rigettano a mare i pesci per farli continuare a vivere. Ercolano, molo borbonico, 2018.]